IN AZIONE: FAR CESSARE LA DETENZIONE ILLEGALE.”

"Credo veramente che saremmo stati spacciati senza l'intervento immediato di Amnesty sul nostro caso, in quei primi, difficili giorni dopo l'arresto in Gambia."
Bisher al-Rawi parlando del suo ritorno nel regno Unito da Guantánamo, Aprile 2007

L'11 dicembre 2002, Amnesty International ha emesso un'Azione Urgente a favore di Bisher al-Rawi e Jamil al-Banna, residenti nel Regno Unito. Erano stati arrestati in Gambia e interrogati da agenti statunitensi. I due uomini sono stati poi trasferiti a Bagram, in Afghanistan, e quindi a Guantánamo, nel gennaio del 2003. Gli attivisti di Amnesty International e altri hanno chiesto al governo britannico di intervenire sui loro casi. Le autorità britanniche peṛ si sono rifiutate fino a che nel marzo del 2007, con l'aumento delle pressioni da parte dell'opinione pubblica, hanno annunciato che sarebbero intervenuti sul caso di Bisher al-Rawi. L'uomo è stato rilasciato alcuni giorni dopo. Nell'agosto del 2007, le autorità britanniche hanno annunciato che avevano chiesto il rilascio di altri 5 residenti nel Regno Unito trattenuti a Guantánamo, tra cui Jamil al-Banna, per cui nel frattempo era stato autorizzato il trasferimento dalla base. Le autorità statunitensi hanno confermato, nel dicembre 2007, che avrebbe fatto ritorno nel Regno Unito insieme ad altri due residenti, Omar Deghayes e Abdennour Sameur. Amnesty International continua la propria campagna a favore di centinaia di altri individui che rimangono a Guantánamo.

MANIFESTAZIONI GLOBALI

Dopo che i primi prigionieri erano stati trasferiti a Guantánamo, nel gennaio 2002 Amnesty International ha cominciato quella che sarebbe diventata una massiccia campagna mondiale per chiedere un processo equo o il rilascio di tutti i detenuti in quella base. Cinque anni dopo, al quinto anniversario dell'apertura del campo, gli attivisti di Amnesty International in tutto il mondo si sono uniti per chiedere che Guantánamo venisse chiusa. Centinaia di migliaia di persone hanno firmato le petizioni online e hanno preso parte alle attività. Un rappresentante del governo statunitense ha liquidato le dimostrazioni per il quinto anniversario come "piccole proteste in giro per il mondo... montate con scalpore da Amnesty International."
Tuttavia, in quel momento centinaia di personaggi autorevoli in tutto il mondo, inclusi politici, personalità religiose e membri del Congresso degli Stati Uniti, si erano già uniti all'appello di Amnesty International per la chiusura del campo.

"Per favore dite a tutti gli attivisti di Amnesty International nel mondo quanto apprezziamo le loro azioni e in particolare quelle promosse ieri per il 5° anniversario. Hanno fatto un buon lavoro, più che buono. Rendiamo loro omaggio e li salutiamo tutti."
Khaled al-Odah, presidente del Comitato sulla Famiglia del Kuwait e padre di un detenuto a Guantánamo, Fawzi al-Odah, 12 gennaio 2007

NON PIU' INVISIBILI

Guantánamo. Per i primi quattro anni, cioè fin quando un processo non ha obbligato il governo statunitense a rivelare i nomi dei detenuti a Guantánamo, Amnesty International ha reso pubbliche quante più informazioni poteva scoprire sui singoli detenuti, assicurando che la loro condizione non venisse dimenticata dal mondo esterno.
Detenzione segreta. Amnesty International ha effettuato campagne durante tutta la "Guerra al terrore" per porre fine alle detenzioni segrete e alle sparizioni forzate. In seguito a questo intenso lavoro di Amnesty International in tutto il mondo, nel marzo del 2006, le autorità dello Yemen hanno rilasciato tre detenuti, che erano stati incarcerati per almeno 18 mesi in località segrete all'estero, sotto la custodia delle autorità statunitensi. Muhammad Faraj Ahmed Bashmilah, Salah Nasser Salim 'Ali Qaru e Muhammad Abdullah Salah al-Assad hanno parlato ad Amnesty International e hanno permesso di comprendere bene il meccanismo di funzionamento della rete di centri di detenzione segreta gestita dagli Stati Uniti. A quanto sembra, ci sarebbero alcuni di questi centri anche nell'Europa dell'Est. Sparizione forzata. Nel giugno del 2007, Amnesty International e altre cinque organizzazioni per i diritti umani, hanno pubblicato i nomi di 39 persone che si presume siano state detenute in segreto sotto la custodia statunitense, ma di cui non si sapeva esattamente dove fossero. Amnesty International continua ad appellarsi affinché sia riconosciuta la responsabilità di queste sparizioni forzate, considerate un crimine secondo la legge internazionale.

CAMPAGNE CON GLI EX-DETENUTI

Nel novembre 2005, Amnesty International e Reprieve, un'organizzazione non governativa britannica, hanno tenuto una conferenza: La Lotta Mondiale contro la Tortura: Guantánamo Bay, Bagram e Oltre. Essa ha riunito ex-detenuti di Guantánamo, componenti delle loro famiglie, avvocati e altri attivisti che hanno informato e incoraggiato azioni contro la tortura e le altre pratiche che conducono ad essa. Per la prima volta molti detenuti della "Guerra al terrore" si sono rivisti dal loro rilascio.
Dalla conferenza, diversi ex-detenuti di Guantánamo si sono uniti ad Amnesty International in attività di alto profilo in tutto il mondo. Molti di loro e altri ancora continuano a parlare a nome degli uomini che rimangono a Guantánamo.

GUANTÁNAMO E' STATA ADDITATA COME UNA PIAGA PER I VALORI DEI DIRITTI UMANI E COME UNA MACCHIA SULLA GIUSTIZIA AMERICANA IN TUTTO IL MONDO. CREDO CHE SIA VENUTO IL MOMENTO DI CHIUDERE GUANTÁNAMO.
Dianne Feinstein, Senatore degli U.S.A., luglio 2007


SOLIDARIETA'

"Vi ringrazio per la vostra cartolina, è di grande sostegno per me in questo momento di sofferenza, che va avanti ormai da quattro anni. Non dimenticheṛ mai questo vostro pensiero, per il resto della mia vita."
Jamil al-Banna ad un socio di Amnesty International nel Regno Unito

Alcuni detenuti di Guantánamo hanno ricevuto migliaia di messaggi di sostegno da soci di Amnesty International e da altri in tutto il mondo. Uno di loro Sami al-Hajj, un giornalista Sudanese ha ricevuto 4.000 lettere, quando all'improvviso gli è stato permesso ricevere posta. Sami al-Hajj è in sciopero della fame. I suoi avvocati temono per la sua salute fisica e mentale, ma dicono che è stato contento di ricevere coś tante lettere e si sente incoraggiato al pensiero che coś tante persone stanno lavorando per il suo rilascio.

FAR CESSARE LE RENDITIONS

Amnesty International aveva chiesto alle autorità statunitensi alla fine del 2001 di non utilizzare il metodo delle renditions, per aggirare la protezione dei diritti umani nella "Guerra al terrore". Quella richiesta è stata ignorata e da allora Amnesty International e altre organizzazioni hanno fatto luce sul programma, guidato dagli stati Uniti, di trasferimenti segreti di detenuti tra i paesi, al di fuori di qualsiasi procedimento giudiziario. Amnesty International ha intervistato, nel 2004, Khaled El-Masri e ha scritto alla CIA e ad altre autorità statunitensi sul suo trasferimento segreto dalla Macedonia all'Afghanistan, dove ha subito detenzione segreta e maltrattamenti. Da allora Amnesty International e altri hanno svelato sempre più dettagli sul programma di trasferimenti segreti e su come le vittime, sotto la custodia degli Stati Uniti e di altri paesi, abbiano subito sparizione forzata, detenzione segreta, tortura e altri maltrattamenti. Gli attivisti hanno organizzato le dimostrazioni di Air Torture per mettere in risalto e condannare "i voli della tortura". Hanno fatto lobby sulle istituzioni e i governi europei. Si crede che, in seguito a queste attività e alle indagini delle strutture europee, questi trasferimenti segreti siano cessati in Europa.

PIANO DI AZIONE

La campagna di Amnesty International è basata su di una strategia più ampia con lo scopo di far cessare le detenzioni illegali, essa propone iniziative pratiche e positive, che le autorità statunitensi dovrebbero intraprendere per chiudere Guantánamo senza ricorrere a violazioni dei diritti umani (Framework: End illegal US detentions,AI Index: AMR 51/167/2007). Amnesty International sta anche portando avanti una campagna affinché gli altri governi riconoscano di poter avere un ruolo importante nel fornire protezione duratura ai detenuti e si oppongano a qualsiasi ricorso degli Stati Uniti a detenzioni segrete e ai trasferimenti o detenzioni per procura (Illegal US detentions: Recommendations to other governments, AI Index: AMR 51/181/2007).
Close Guantánamo now!
VIDEOPETIZIONE

Nell’ambito della campagna “Più diritti più sicurezza”, attivisti e sostenitori di Amnesty International, ma anche semplici cittadini indignati dai trattamenti inumani riservati ai detenuti di Guantánamo Bay, possono utilizzare un nuovo strumento per protestare e far sentire la propria voce: la video-petizione.

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